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Sardegna nuragica

La Sardegna

SARDEGNA NURARGICA     
Singolare manifestazione artistica della Sardegna preistorica , la civiltà nuragica viene riconosciuta come una delle più significative ed affascinanti espressioni culturali del mondo antico. Rimasta a lungo avvolta nel mistero , solo di recente è stata studiata con rigoroso metodo storico , che ah permesso di individuarne la durata nei secoli che vanno dal 1500 al 200 avanti Cristo , ossia fino al periodo della conquista romana dell’ Isola.
L’originale creatività del mondo indigeno sardo , è stata infatti interrotta nel suo sviluppo autonomo delle colonizzazioni storiche , le quali hanno determinato una profonda trasformazione nelle sue esperienze di vita e civiltà.
L’arte sardo – nuragica prende il nome dai “nuraghi” , maestose costruzioni a forma di torre tronco conica , i cui resti si incontrano sparsi su tutto il territorio dell’Isola , dando un’impronta inconfondibile al suo paesaggio.
Imponente nel suo misterioso aspetto , il nuraghe costituisce nel mondo l’unico esemplare di architettura curvilinea che sia stata portata sino alla massima evoluzione possibile. La muratura è costituita da blocchi di dimensioni gigantesche , disposti orizzontalmente , senza altro legame che il peso dei materiali e forma così  una falsa cupola. Nelle differenti forme e strutture architettoniche più o meno complesse , il nuraghe suscita sorpresa e meraviglia fra gli stessi studiosi , proponendo loro , ancora oggi , il quesito circa la loro origine e la loro incerta funzione di tombe , di fortezze o di abitazioni.
Ma , oltre che nella singolare architettura dei nuraghi , è soprattutto nelle varie centinaie di piccole sculture in bronzo che ci svela l’animo e si manifesta in modo mirabile l’ambiente economico e sociale di questi antichi abitatori della Sardegna.
Famosissimi prodotti di questa civiltà , i bronzetti nuragici sono immagini della vita reale del tempo , riprodotte con chiare finalità votive.
Essi raffigurano uomini , animali , barche , nuraghi , nonché immagini del mondo soprannaturale e sacro , con figure di divinità , di esseri favolosi e di oggetti di culto. Fra gli uomini , che costituiscono il soggetto predominante , le figure più comuni sono quelle militari , tipiche di una civiltà pastorale e guerriera , militarmente organizzata.
I guerrieri sono rappresentati nelle più svariate figure: dagli “arcieri” con l’espressione attenta alla mira , ai “guerrieri” armati di scudo e di spada dai “frombolieri” ai “portatori d’acqua” e così via. La maggior parte di essi porta un pugnale a tracolla e , sul capo un elmo cornuto quale arma potente di difesa personale.
Notevole rilievo viene inoltre dato alla figura del “capo tribù” , che si distingue per l’imponenza del manto che lo avvolge e per la presenza del bastone sul quale si appoggia , in segno di comando. Svariate sono le figure di offerenti , per i quali comune è il gesto di portare avanti la mano in segno di saluto.
Non mancano le figure femminili , spesso rappresentative di un mondo soprannaturale e sacro , quali le “sacerdotesse” , le “velate” , le “maghe” , né l’accenno a strane divinità pagane o ad esseri favolosi delle straordinarie possibilità . come “l’eroe dai quattro occhi e dalle quattro braccia”.
L’esaltazione della forza nella pratica sportiva , ci viene offerta dalle figure dei “lottatori e dal pugilatore” con lo scudo sulla testa.
Non tutte le sculture nuragiche sono peraltro intese ad esprimere un mondo superiore e idealizzato. La vita di villaggio ci viene rappresentata in tutte le sue manifestazioni ; numerose sono infatti le figure di vita famigliare e quotidiana , quali la “portatrice d’acqua” , “l’orante” il “cuoiaio”.
Ma l’interesse non si esaudisce con le figure umane o superumane , poiché gran parte della ricchissima fauna sarda viene rappresentata.
Animali , domestici e non , decorano spesso delle barchette che , indipendentemente dal loro significato votivo , costituiscono la manifestazione di una certa vocazione marinara  delle popolazioni nuragiche , che ah trovato recentissima conferma nel ritrovamento di imponenti resti di insediamenti dell’epoca su isole minori , circostanti la Sardegna.
Da quanto si è detto , si rileva l’estremo interesse che i bronzetti suscitano ; a differenza di quasi tutti i cimeli dell’età preistorica , essi non vanno apprezzati come pura espressione documentaristica , ma devono essere considerati soprattutto per il valore artistico che viene loro riconosciuto.
Pur nelle differenti correnti che gli studiosi vi rivengono , lo stile dei bronzetti appare sempre assai lontano dai canoni dell’estetica classica , mentre singolare è la sensibilità artistica di noi moderni.
È stato infatti sottolineato che certe loro qualità , pienamente “attuali ed universali” , esprimono valori che sono sempre validi e dai quali potranno trarsi spunti ed insegnamenti per l’arte di qualsiasi tempo.

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